Le vostre persone lascerebbero l’azienda pur di poter proseguire con lo smart working?

L’allerta sanitaria di questi giorni ha reso protagonista il tema dello smart working, catalizzando l’attenzione, seppur per cause di forza maggiore, sull’opportunità che questa modalità di lavoro agile rappresenta.

Smart working, non soltanto inteso come semplice lavoro da remoto, ma come nuova frontiera di lavoro ottimizzato che trascende i confini fisici o temporali; smart working come fattore critico di successo per le aziende che scelgono di cambiare mindset, di affrontare una trasformazione che le porti a misurare l’efficienza dei collaboratori sul raggiungimento degli obiettivi e non più esclusivamente su parametri spazio-temporali. Questi fatti di attualità hanno, sfortunatamente, messo in difficoltà la sfera sociale ed economica del Paese, eppure crediamo davvero che vadano prese in considerazione le opportunità preziose che ci ha offerto, indirizzando molte aziende italiane, ancora saldamente radicate su metodi di lavoro tradizionali, verso un forte cambio di prospettiva e cultura

Obbligato da cause di forza maggiore durante il lockdown, lo smart working è un leitmotiv. Oggi molte realtà aziendali sono in fase di valutazione delle diverse possibilità di integrazione di questa modalità di lavoro, valutazione che dovrà tener conto di come sono cambiate le abitudini e i comportamenti delle proprie persone. La parola alle aziende che hanno la responsabilità di prendere una decisione strategica sul tema tenendo conto di numerosi fattori: produttività, work-life balance delle risorse e attrattività del fattore smart working per una larga fetta della popolazione aziendale, talenti inclusi. Talenti che, ora più che mai, sono un patrimonio di valore inestimabile per le Organizzazioni e che non bisogna lasciarsi sfuggire.


Avete ascoltato le vostre persone per capire quale decisione prendere?